8 marzo 2015

Siamo nell’anno 2015, la conquista del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza è stato sancito in Italia, con voto referendario, nel maggio 1991, e il 9 marzo di quest’anno il Parlamento Europeo voterà la risoluzione “Salute e diritti sessuali e riproduttivi” presentata dall’eurodeputata socialista Edite Estrela, che recita:

Il Parlamento Europeo (…) insiste sul fatto che le donne debbano avere il controllo dei loro diritti sessuali e riproduttivi, segnatamente attraverso un accesso agevole alla contraccezione e all’aborto; sostiene pertanto le misure e le azioni volte a migliorare l’accesso delle donne ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e a meglio informarle sui loro diritti e sui servizi disponibili; invita gli Stati membri e la Commissione a porre in atto misure e azioni per sensibilizzare gli uomini sulle loro responsabilità in materia sessuale e riproduttiva

Questa stessa risoluzione nel 2013 è stata bocciata per soli 7 voti!!!

Quante volte ancora i diritti delle donne verranno traditi?

Quante donne ancora dovranno essere uccise in nome di un amore malato?

Quante donne ancora dovranno essere maltrattate fisicamente, moralmente e socialmente, ed essere discriminate nel mondo del lavoro?

 

L’8 marzo non è una data rituale, è una data da difendere, un giorno in cui con ancora più forza e consapevolezza difendiamo i diritti delle donne e il diritto ad una società civile.