Erano anni che una situazione così caotica non si verificava in provincia di Siena!
La scuola che è iniziata il 15 Settembre ha colto impreparati tutti i soggetti coinvolti e tutto quello che sulla carta doveva essere ben ponderato, studiato e programmato, si è rivelato un completo disastro, indegno di uno stato di diritto!
Su 23 Scuole dell’Infanzia e Primaria (Istituti Comprensivi) nella provincia di Siena, il 100% non ha gli organici a posto ed ha cominciato l’anno scolastico con carenze di organico sia Docente che ATA (Amministrativi Tecnici Ausiliari); analoga situazione per la Scuola Secondaria di primo e secondo grado.
La confusione che ha generato questa legge (L. 107/2015, detta “La Buona Scuola”) si percepisce chiaramente tra gli “addetti ai lavori”, mentre tutti i soggetti interessati dall’esterno, opinione pubblica e genitori, non riescono a cogliere i veri motivi di questo disastro!
Soprattutto i genitori non hanno ben chiaro che i loro figli in soli 15 giorni hanno già visto (quando li hanno visti) anche 3 diversi insegnanti e che l’ultimo nessuno ha la certezza che resti fino a fine anno scolastico.
Si rivolgono giustamente alle segreterie delle scuole per avere informazioni e notizie, ma nessuno può dare informazioni … semplicemente perché anche loro non ne hanno; sono invece tra i più “bersagliati” da questa legge 107, che sovraccarica di lavoro queste figure, grazie alla paventata “autonomia”, che non è diventata altro che l’aumento delle pratiche burocratiche da portare a termine, cosa che, dati i tempi strettissimi e l’endemica carenza di organico, aumenta alla grande il margine di errore che diviene estremamente alto!
I ragazzi che vanno a scuola hanno già perso 10 giorni e chissà quanto ancora dovranno aspettare per avere la certezza di un insegnante stabile che li possa seguire adeguatamente, costantemente e con la serenità di cui anche l’insegnante ha bisogno.
Mancano una quantità enorme di insegnanti di SOSTEGNO, ovvero quegli insegnanti che hanno una preparazione specifica per aiutare ragazzi con difficoltà!… si reclutano insegnanti senza specializzazione per svolgere un lavoro delicatissimo per il quale servirebbero competenze certe; si stratta sicuramente di insegnanti dotati di buona volontà che svolgeranno con la massima serietà il proprio lavoro, ma restano persone che hanno la formazione necessaria per essere insegnanti di sostegno.
Sempre più spesso capita che di fatto l’insegnante è relegato ad un semplice ruolo di sorveglianza, più che di insegnamento.
Mancano insegnanti di lingua inglese nelle scuole Primarie (elementari); i Presidi, non sapendo come fare per garantire l’insegnamento nella propria scuola, chiamano da graduatorie non specifiche pur di poter garantire le lezioni!
In caso di mancanza di insegnanti in questa fase, i Presidi vorrebbero magari chiamare dalle graduatorie che hanno a disposizione… ma hanno le mani legate, perché fino a quando non sarà definito il balletto delle assegnazioni di ruolo, invece che dei trasferimenti o delle assegnazioni, possono assegnare incarichi solo fino “agli aventi diritto”, il che significa che la persona che viene chiamata per un insegnamento in una scuola potrebbe lavorare anche solo pochissimi giorni (anche 1 o 2) e poi essere rimandata a casa, perché il posto spettava ad un’altra persona.
Ci sono state assunzioni di RUOLO da diverse graduatorie, è vero, ma come ben sapete, l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Ufficio Scolastico Provinciale hanno applicato la legge 107 e si sono prodigati a fare le assegnazioni delle persone assunte in ruolo secondo quanto previsto dalla legge: attingendo dal Concorso del 2012, dalle Graduatorie ad Esaurimento e dal Concorso 2016.
E qui si è ulteriormente aggravato il caos, visto che l’assegnazione del ruolo non era su un’unica scuola, ma su un “ambito”, ovvero una parte di provincia, che per quanto riguarda Siena è divisa in due: zona nord e zona sud (ambito 024 e 025, rispettivamente).
L’assegnazione su “ambito” prevede un gioco simile alla roulette: non si sa dove capiti!
Una volta assegnati ad un ambito, l’insegnante non può esprimere preferenze, ma sono i Presidi che effettuano la “chiamata diretta” tra coloro che sono stati assegnati a quell’ambito; in soli 2 giorni i Presidi dovevano valutare tutti i curriculum inseriti e fare la proposta di prendere servizio ai prescelti. Questo ovviamente si è verificato solo in parte; solo quando c’era una conoscenza diretta tra il preside e l’insegnante… fatto questo, coloro che non erano stati scelti da nessuno, sarebbero stati assegnati d’ufficio alle scuole che erano rimaste con posti scoperti!
Caos su Caos… il sistema informatico non ha funzionato correttamente ed ha assegnato docenti a scuole che avevano già fatto la chiamata diretta, lasciando magari scoperte altre scuole!!! Insegnanti che il sistema ha inviato a prendere servizio in una scuola sono arrivati lì e si sono sentiti dire che il posto non c’era, o che erano state assegnati a quella scuola in 2 per un posto soltanto! Risultato: il Preside non avendo la possibilità di scegliere in autonomia non ha potuto fare il contratto a nessuna delle due persone! Classi scoperte e insegnanti fuori ad aspettare che qualcuno decidesse!
Ma da dove si assumono gli insegnanti?
Nessuno si è forse mai posto il problema, anche perché i canali sono decisamente molteplici; tra questi il più particolare è quello delle Graduatorie Ad Esaurimento (GAE).
Una storia che va avanti da anni, che sta generando anche qui un caos pazzesco e una lotta intestina tra coloro che erano già presenti in queste graduatorie e chi aveva il titolo per poterci rientrare, ma è riuscito a farlo valere solo in tempi recenti.
Una lotta a suon di sentenze del Giudice del Lavoro e del TAR che ancora non ha una fine e che è passata da una serie di errori madornali: mancata correttezza nell’attribuzione dei punteggi, confusione nel computo dei posti disponibili su infanzia e primaria, rischio reale di poter prendere servizio di ruolo per vedersi poi risolvere il contratto a causa di sentenze sfavorevoli sopraggiunte in seguito!
Per arrivare poi al concorso 2016, che doveva servire a ricoprire tutti i posti vacanti e che invece ha fallito, lasciando scoperte una enorme quantità di insegnamenti.
La sicurezza nelle Scuole
Le leggi sulla sicurezza nelle scuole ci sono e andrebbero rispettate! Gli USP compongono le classi spesso senza rispettare i limiti di spazio imposti dalle norme; adesso la responsabilità sulla sicurezza dei ragazzi è in capo all’insegnante, ma cosa può fare questo se a monte non vengono rispettate le quantità di studenti per i metri quadrati?
E’ previsto che vi sia una persona della scuola a vigilare quando i ragazzi escono dalla classe, ma se la scuola è sviluppata su più piani, come fa una sola persona a vigilare correttamente?
Come fa un insegnante ad essere responsabile dello studente finché questo esce dal cancello della scuola, se ha classi in sovrannumero?
Come al solito si vogliono fare le “nozze coi fichi secchi”…
Dove sono le responsabilità?
sicuramente in una legge che è risultata fallimentare, disastrosa sia dal punto di vista culturale, come da noi più volte ribadito, sia dal punto di vista organizzativo, generando caos su caos; una legge che non tiene conto delle esigenze delle scuole e dei ragazzi, che considera l’insegnante una bestia da mandare in un macello invece che in un altro, senza alcun rispetto morale, senza un principio di dignità professionale e umana.
Crediamo che il personale degli Uffici Scolastici Regionale e Provinciale abbia tentato di arginare il più possibile il danno creato, assumendosi talvolta responsabilità anche più onerose di quelle che avrebbe dovuto; magari l’assunzione di responsabilità da parte invece dei vertici degli USP e USR, spesso chiamati a rispondere direttamente di certe azioni, avrebbe forse determinato un po’ meno confusione, ma spesso si sono presi la briga di “non decidere”.
Che cosa succede ora?
I primi che subiranno il danno di questa operazione sono inevitabilmente i ragazzi che, per quanto si possa tentare di arginare il problema, hanno già perso un bel po’ di tempo, non hanno certezze sull’insegnamento, sia per quanto riguarda la presenza costante dello stesso insegnante, che per la qualità dell’insegnamento che possono ricevere (esempio dell’inglese alle elementari assegnato a chi non ha il titolo per farlo).
Ci sarebbe bisogno che tutti i genitori fossero informati di quello che succede con la “buona scuola”, dovrebbero sapere che l’insegnante che va ad insegnare ai loro figli potrebbe non avere le caratteristiche necessarie per farlo e che lo fa magari per propria buona volontà, per cercare di venire incontro ad una esigenza della scuola che ha un problema di organico.
La buona scuola assegna BONUS, promuove aggiornamento, potenzia le lingue straniere, promuove la qualità dell’insegnamento, ecc. !… MA DOVE? E QUANDO?
Non siamo a conoscenza di nessun aspetto positivo di quelli elencati dalla legge che sia stato applicato nell’interesse degli studenti e dei loro genitori, che si trovano anche a pagare un “contributo volontario” alle scuole, che arriva fino a 70/80€ l’anno a studente, perché queste non hanno fondi per poter acquistare generi di prima necessità per i loro ragazzi!
Questa non è una buona scuola, questa è solo una PESSIMA SCUOLA, e siamo portati a credere che, per quanto si provino a pubblicizzare le bontà di una legge relativamente agli studenti, tutto ciò sia fatto solo ed esclusivamente per far guadagnare punti alla scuola privata, che sarà ad appannaggio dei più facoltosi; si riuscirà quindi nell’intento di mantenere una popolazione medio/bassa decisamente più ignorante e probabilmente più facile da governare!
La buona scuola, la vera buona scuola è tutta un’altra cosa: è costruzione di cooperazione e solidarietà, sviluppo delle competenze e della creatività, inclusione e non competizione, spirito di servizio e non ambizioso individualismo, sviluppo della cultura della pace e non stimolo alla divisione interna, alla guerra interna di tutti contro tutti.
GENITORI, STUDENTI di ogni ordine e grado, OPINIONE PUBBLICA, SVEGLIAMOCI!
I problemi di una scuola che non funziona non sono solo degli insegnanti!
I problemi di una scuola che non funziona sono della comunità! Quella presente e quella futura, visto che la scuola pone la base dei futuri cittadini!
Sono i problemi di tutti noi!
La conoscenza, la scuola, l’università e la ricerca, l’alta formazione artistica e musicale rappresentano sì un settore che ha bisogno di riforme, ma non così!
Investire nella cultura è un interesse di tutta la comunità!
Non deleghiamo il sapere e la conoscenza agli altri!… SAPERE è un diritto di tutti.