IL 14 FEBBRAIO A ROMA PER L’EUROPA DEL LAVORO E DEI DIRITTI, A FIANCO DEL POPOLO GRECO.

Sabato 14 febbraio anche la CGIL – coerentemente con le scelte congressuali e le mobilitazioni degli ultimi mesi, e forte della sua storia di sindacato generale e internazionalista e della sua rinnovata autonomia – sarà in piazza a Roma, insieme a tante altre associazioni e organizzazioni democratiche per manifestare, come faranno i sindacati della Ces in tutta Europa, a fianco del popolo greco, contro le politiche sociali ed economiche dell’austerità.

Saremo in piazza a sostegno delle legittime richieste avanzate all’Europa dal Presidente Alexis Tsipras di rinegoziare il debito accumulato e di uscire dal diktat e dai ricatti imposti dal Fondo Monetario e dalla Banca Centrale Europea, per poter avviare politiche economiche e sociali che permettano alla Grecia di uscire dalla devastante crisi che la attraversa e di avviare la ripresa, e per poter alleviare le sofferenze di un popolo sottoposto a condizioni inaccettabili, restituendogli dignità e il sacrosanto diritto di decidere del proprio futuro.

La vittoria elettorale della coalizione di sinistra e la coerente azione del governo greco possono favorire il cambiamento, e allargare il fronte politico e sociale per sconfiggere le scelte liberiste ad egemonia tedesca, così fallimentari e miopi, prive di umanità e di prospettive per gli stati e i popoli dell’Unione Europea, che sono responsabili dell’aumento della disoccupazione, delle diseguaglianze e del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone.

Queste politiche hanno fatto da sostegno ideologico, in Italia come in tutti gli altri paesi, all’attacco ai diritti e alle conquiste storiche del movimento dei lavoratori. Politiche che chiudono la speranza per milioni di giovani di un futuro dignitoso, che rompono i legami di solidarietà tra i paesi e nel mondo del lavoro, che sono all’origine anche dei sentimenti antieuropei e delle spinte xenofobe e razziste.

La CGIL, il movimento sindacale europeo sono per un’altra Europa politica e sociale che metta al centro il valore del lavoro, la solidarietà, l’unità del mondo del lavoro; e la pace, attraverso il contrasto alle guerre e ai conflitti aperti che solo la politica può esercitare. Quei conflitti, insieme agli squilibri di un mondo nel quale ormai grandi masse di popolazione fuggono dalla fame e dalla povertà, sono la causa dell’aggravarsi dei fenomeni di migrazione cui stiamo assistendo quasi impotenti in queste ore, e che rappresentano una vera e propria tragedia alle porte di un’Europa sempre più indifferente e incapace di governare ciò che accade. E’ anche su questo che si misura ancora la differenza tra una sinistra che vuole mobilitarsi per salvare chi ogni giorno rischia di perdere la vita nel Mediterraneo, e una destra cinica che si preoccupa di risparmiare sui costi dell’operazione Mare Nostrum.

E il Governo italiano non si è certo distinto, aderendo, senza sollevare il minimo dubbio, all’operazione Triton, che ha come scopo principale il controllo delle frontiere e non la salvezza delle persone. Anche su questo dovremo mobilitarci nelle prossime ore.

Per noi stare su questi temi, così come sostenere il popolo greco e le richieste del suo Presidente non è altra cosa rispetto alle scelte che come CGIL abbiamo assunto e condiviso e alle mobilitazioni e alle lotte che abbiamo costruito, da soli ma anche unitariamente, nei confronti del Governo e del Presidente Renzi, che nega il valore della rappresentanza sociale.

Oggi Il Presidente del Consiglio – il cui semestre di Presidenza UE, al di là della propaganda, non ha prodotto nulla di concreto rispetto al passato – con una mano stringe quella di Alexis Tsipras offrendogli vicinanza e appoggio, e con l’altra affossa la Grecia sostenendo le chiusure della Germania e le stesse politiche liberiste di attacco ai diritti e alle conquiste del lavoro che ha già imposto in Italia. Contro quelle politiche ci stiamo mobilitando da mesi, e continueremo a mobilitarci, come abbiamo fatto il 25 ottobre e in occasione dello sciopero generale del 12 dicembre, con sempre maggiore consapevolezza e determinazione.