All’arroganza di chi si sottrae al confronto con le parti sociali per fare finta di interloquire con la rete, a chi dice che un autunno caldo non guasterà vista la brutta estate, a chi pensa di ripianare i conti dello stato risparmiando sulla democrazia nei luoghi di lavoro noi rispondiamo che non subiremo in silenzio scelte sbagliate, non assisteremo in silenzio all’aggiunta di altre difficoltà nei comparti della conoscenza, non ce ne staremo seduti ad aspettare che migliaia di precari perdano la speranza di un posto di lavoro e che la loro professionalità, come quella di tutti i docenti sia oggetto di umiliazione. Chiediamo di entrare nel merito delle cose e di condividere con il personale della scuola le riforme senza ricalcare metodi e contenuti propri di altri governi; chiediamo di ridiscutere i presupposti ed i danni della riforma Gelmini per far transitare davvero il sistema scuola verso un orizzonte di cambiamento che preluda chiaramente al progresso culturale e sociale del paese.
Se le linee di indirizzo sulla scuola dovessero corrispondere all’intervento del Ministro Giannini al meeting di Comunione e Liberazione non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto alle impostazioni fallimentari della ex ministra Gelmini.
Non sono chiare le risorse disponibili, non c’è alcun impegno per il rinnovo del contratto nazionale, si intende togliere salario a tutti con il superamento degli scatti per dare soldi a pochi utilizzando il vecchio progetto dell’Aprea, si vuole piegare la scuola pubblica alle logiche delle imprese e del mercato, si vogliono dare più soldi alle scuole paritarie mentre le autonomie scolastiche sono senza risorse e tante famiglie non sono più in grado di sostenere i costi per fare studiare i figli, non c’è alcun progetto per stabilizzare gli organici e riformare ilreclutamento superando il precariato.
Tutto questo viene fatto senza alcun confronto ma attraverso interviste nella ricerca di consensi dei soliti interessi. La FLC CGIL ha avanzato, con il cantiere scuola, le sue proposte e verificherà i punti di convergenza e le distanze. Per noi, i punti di partenza devono essere: elevazione dell’obbligo scolastico a 18 anni, investimenti aggiuntivi, superamento del precariato, diritto allo studio e rinnovo del contratto nazionale.
Lo scontro non è tra cambiamento e presunta conservazione dei sindacati ma tra idee diverse di innovazione e per parte nostra vogliamo continuare a realizzare i principi e i valori sanciti dalla Costituzione e perciò siamo radicalmente contrari alla privatizzazione della scuola pubblica. Siamo pronti al confronto ma deve essere chiaro che non subiremo passivamente scelte che dovessimo ritenere sbagliate. La consultazione online la lasciamo al Governo, mentre dai primi di settembre noi andremo a fare assemblee nelle scuole e nei territori per discutere con il personale della scuola, le associazioni, gli studenti e gli attori sociali e istituzionali dei territori, perché senza ampio consenso e senza democrazia non si può cambiare il sistema di istruzione del nostro Paese.
FLC CGIL